Dolcetti e violenza

Nell’amore astratto per l’umanità quasi sempre si finisce con l’amare solo se stessi.

C’è una saggezza infinita in queste parole di Dostoevskij. Nel periodo che precede il Natale possiedono un’attualità e una stringenza assiomatica impareggiabili. Mi piacerebbe tanto tatuarle a fuoco vivo sugli avambracci, carichi di buste, di quei milioni di persone che si affannano alla disperata ricerca degli “ultimi” doni.

Siate sinceri una buona volta! Dolcetti e violenza. Questo è l’unico cesto dono che vorreste confezionare per celebrare le feste ormai imminenti. E sarebbe del tutto comprensibile, peraltro, visto e considerato lo squallore che ci circonda, da un punto di vista sociale, culturale, economico e (per carità, signora mia, non me ne parli!) politico.

Eppure sono tutti lì, ad affollare centri commerciali, trasmissioni televisive e social network con le loro incredibili ipocrisie sullo spirito del Natale. Si sentono tutti immensamente B U O N I. Più buoni del Natale, più buoni di Babbo, più buoni del pandoro. Più buoni, perfino, di Papa Francesco.

In questo periodo, gli animi di una quantità incalcolabile di individui, scaldati al tepore artificiale delle lucine natalizie, si convertono improvvisamente alla bontà. In uno slancio di generosità privo di freni inibitori c’è chi abbraccia l’amore universale, chi vuole adottare cani e gatti randagi, chi si fa fautore di proposte ecologiche, chi propone slogan d’effetto sulla cultura, chi è pronto a giurare che accompagnerà frotte di vecchiette da un marciapiede all’altro per l’intero anno a venire.

Non c’è niente da fare, è più forte di me: quando vedo un essere umano mosso da eccellenti propositi, a meno che non abbia scelto l’ascesi come chiave di volta della propria esistenza, inizio a dubitare. Non so voi, ma io sento puzza di fregatura.

La verità è che l’amore astratto è una contraddizione in termini, tanto quanto l’amore platonico. L’amore è un’esperienza fisica esclusiva. L’amore esige concretezza e sacrificio. Fatti nudi e crudi. Il resto sono tutte stronzate. Inutile affrettarsi a comprare doni in nome di un ipotetico sentimento che non sia cucito sulla carne viva.

Se non siete capaci di scegliere giorno per giorno la persona cui dedicarvi, la bestiola da accudire, la piantina da innaffiare, il libro con cui emozionarvi e la vecchietta bisognosa, inutile fare vuoti programmi per l’avvenire. Non vi crederà nessuno.

Quando le lucine natalizie si spegneranno, al pari del grande faro che avete puntato sul vostro smisurato ego, rimarrete soli. Al buio e al freddo della vostra ipocrisia.

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